Il contesto macroeconomico

La pandemia globale da COVID-19, diffusasi a partire dal primo trimestre del 2020, e le conseguenti misure restrittive implementate dai vari Governi hanno generato una recessione senza precedenti nella storia recente, misurabile in termini di una contrazione del PIL mondiale attorno al 3,7% su base annuale nel 2020.
A tal riguardo le misure volte al contrasto di tale recessione messe in atto dai Paesi avanzati si sono sostanziate in supporti di vario genere ai diversi settori produttivi, al mercato del lavoro e alla domanda interna, nonché in misure di politica monetaria e fiscale ultra-espansive.

  MISURE ECONOMICHE
Cina
  • Rigorose misure restrittive a inizio pandemia e una forte resilienza dell’economia supportata principalmente da un’elevata spesa nelle infrastrutture
Stati Uniti
  • Politiche fiscali espansive a supporto delle famiglie e delle aziende
  • Taglio del tasso di interesse principale allo 0-0,25% e programma di acquisto titoli da parte della Federal Reserve
Eurozona
  • Ingenti sussidi governativi e altre misure di supporto al mercato del lavoro
  • Tassi di interesse principali presso la Banca Centrale Europea invariati e fissi fino al raggiungimento del tasso di inflazione obiettivo del 2% (il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali allo 0% e il tasso sui depositi presso la BCE negativo di 50 punti base)
  • Programma di acquisto di titoli per l’emergenza pandemica (PEPP) per 1,85 trilioni di euro
  • Piano di recupero da 750 miliardi di euro di finanziamenti (Next Generation EU) suddivisi in prestiti (360 miliardi di euro) e sussidi (quasi 390 miliardi di euro)
Regno Unito
  • Sussidi ad hoc al mercato del lavoro, Coronavirus Job Retention Scheme, e politiche monetarie e fiscali ultra-espansive

In America Latina, tra le aree più colpite al mondo, l’andamento macroeconomico è stato fortemente impattato dalla crisi pandemica e le diverse risposte dei singoli Governi hanno delineato un quadro eterogeneo:

  • in Argentina la pandemia ha ulteriormente esacerbato i problemi strutturali di crescita e stabilità fiscale (PIL -10%) già esistenti, cui si aggiungono i dubbi sulle trattative in corso con il Fondo Monetario Internazionale per la ristrutturazione del debito pubblico, che pesano sulla ripresa;
  • l’economia cilena è stata tra le più resilienti dell’America Latina grazie al suo ampio grado di apertura, con le esportazioni trainate dalla ripresa cinese. Persistono tuttavia dubbi sulle prospettive di crescita legati alla forte incertezza politica;
  • in Brasile, l’ampio programma di sostegno alle famiglie ha evitato una dura recessione, ma ha gravato sulla solidità economica e fiscale del Paese con un deficit stimato di oltre il 15% del PIL. Per il 2021 le proiezioni restano positive date le ampie riserve valutarie e la bassa esposizione a pagamenti verso l’estero;
  • in Colombia, nonostante la gravità delle conseguenze della crisi pandemica (PIL -7,5%), le aspettative per il 2021 sono in rialzo data la ripresa del comparto petrolifero e l’assenza di instabilità politica nel medio termine;
  • nonostante il Perù sia stato tra i Paesi più colpiti (PIL -12%), la sua buona posizione fiscale e finanziaria, unitamente a un rialzo dei prezzi dei minerali, pone il Paese tra i favoriti nell’area per una forte ripresa economica nel breve termine, nonostante l’instabilità politica collegata alle future elezioni del prossimo aprile possa potenzialmente comprometterla.

In linea generale, nonostante le prospettive di una futura uscita nel 2021 dalla crisi pandemica siano migliorate grazie ai progressi sullo sviluppo e una prima distribuzione dei vaccini, persiste a oggi un generale stato d’incertezza legato alla diffusione di nuovi contagi e a possibili nuove misure restrittive, la cui definitiva eliminazione dipende significativamente dal percorso di vaccinazione su scala mondiale.

PIL e inflazione (1)

%        
  PIL Inflazione
  2020 2019 2020 2019 2020-2019
Italia -9,0 0,3 -0,1 0,6 -0,7
Spagna -11,1 2,0 -0,3 0,7 -1,0
Portogallo -8,3 2,2 - - -
Grecia -9,6 1,6 - - -
Argentina -10,5 -2,1 42,0 53,5 -11,5
Romania -5,3 4,2 2,6 3,8 -1,2
Russia -3,8 1,3 3,4 4,5 -1,1
Brasile -4,4 1,4 3,3 3,7 -0,4
Cile -6,1 1,0 3,0 2,3 0,7
Colombia -7,5 3,3 2,5 3,5 -1,0
Messico -8,7 - 3,4 3,6 -0,2
Perù -11,3 2,2 1,8 2,1 -0,3
Canada -5,5 1,9 0,8 2,0 -1,2
Stati Uniti -3,5 2,2 1,2 1,8 -0,6
Sudafrica -7,3 0,2 3,3 4,1 -0,8
India - - 6,8 3,7 3,1

(1) I valori di PIL e inflazione sono la migliore stima disponibile alla data di pubblicazione e saranno soggetti a revisioni da parte degli istituti di statistica nazionali nei prossimi mesi.
Fonte: Istituti Nazionali di Statistica ed elaborazioni Enel su dati ISTAT, INE, EUROSTAT, IMF, OECD, Global Insight.

Tassi di cambio

  2020 2019 2020-2019
Euro/Dollaro americano 1,14  1,12  1,79%
Euro/Sterlina britannica 0,89  0,88  1,14%
Euro/Franco svizzero 1,07  1,11  -3,60%
Dollaro americano/Yen giapponese 107  109  -1,83%
Dollaro americano/Dollaro canadese 1,34  1,33  0,75%
Dollaro americano/Dollaro australiano 1,45  1,44  0,69%
Dollaro americano/Rublo russo 72,29  62,99 14,76%
Dollaro americano/Peso argentino 70,68  48,17  46,73%
Dollaro americano/Real brasiliano 5,16  3,94  30,96%
Dollaro americano/Peso cileno 791,61  702,85  12,63%
Dollaro americano/Peso colombiano 3.693  3.280  12,59%
Dollaro americano/Sol peruviano 3,50  3,34  4,79%
Dollaro americano/Peso messicano 21,48  19,25  11,58%
Dollaro americano/Lira turca 7,02  5,68  23,59%
Dollaro americano/Rupia indiana 74,08  70,42  5,20%
Dollaro americano/Rand sudafricano 16,46  14,45  13,91%

La riforma IBOR

La riforma IBOR si riferisce a una fondamentale riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse da parte degli enti regolatori a seguito di vari casi di manipolazione di tali tassi da parte delle banche che contribuiscono al loro calcolo. Tale riforma include la sostituzione di alcuni indici di riferimento, ivi inclusi l’Euribor e il LIBOR, con tassi di riferimento alternativi privi di rischio.

Per i dettagli circa la riforma degli indici IBOR e le risultanze delle analisi condotte dal Gruppo si rimanda alla Nota 47.1 del Bilancio consolidato.