Cambiamento climatico e scenari di lungo termine

Enel promuove la trasparenza nella propria disclosure relativa al cambiamento climatico e lavora per mostrare ai propri stakeholder che sta affrontando il cambiamento climatico in modo diligente e determinato. Enel si è pubblicamente impegnata ad adottare le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board, che a giugno 2017 ha pubblicato specifiche raccomandazioni sulla rendicontazione volontaria dell’impatto finanziario derivante dai rischi climatici. Il Gruppo sta anche integrando le “Guidelines on reporting climate-related information” pubblicate dalla Commissione Europea nel giugno 2019, che, insieme alla TCFD e allo standard GRI, costituiscono il principale framework relativo alla divulgazione da parte del Gruppo delle tematiche legate al cambiamento climatico nel corso del 2020.

Il Gruppo Enel è impegnato a implementare un modello di business in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (COP21) per contenere l’aumento medio della temperatura globale al 2100 al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e per continuare a limitare tale aumento a 1,5 °C. 

Inoltre Enel, in qualità di firmataria della campagna “Business Ambition for 1.5 ⁰C” promossa dalle Nazioni Unite e da altre istituzioni, si impegna a fissare un obiettivo a lungo termine per raggiungere zero emissioni nette lungo la catena del valore entro il 2050, insieme a target basati su evidenze scientifiche in tutti gli ambiti pertinenti e in linea con i criteri e le raccomandazioni della Science Based Targets initiative (SBTi).

Nel 2020, la roadmap di decarbonizzazione di Enel è stata aggiornata per cogliere l’accelerazione sullo sviluppo delle rinnovabili e sulla riduzione della capacità termica prevista nel nuovo Piano Strategico 2021-2023 e nelle ambizioni 2030 presentate nel Capital Markets Day 2020, fissando i seguenti obiettivi in linea con l’Accordo di Parigi.

Orizzonte temporale Obiettivo di riduzione di gas serra (GHG)
Breve termine 2023 Emissioni dirette Scope 1 a 148 gCO2eq/kWh (-32% rispetto al 2020)
Medio-lungo termine 2030 Emissioni dirette Scope 1 a 82 gCO2eq/kWh (-80% rispetto al 2017 coerente con un percorso 1,5 °C certificato SBTi) Riduzione del 16% delle emissioni indirette Scope 3, associate al consumo di gas da parte dei clienti finali rispetto al 2017
Lungo termine 2050 Piena decarbonizzazione del proprio mix energetico

Questa accelerazione nella riduzione delle emissioni di gas serra risponde inoltre all’appello effettuato dal gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC) nel contesto del rafforzamento della risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici. L’appello, inserito nella relazione speciale IPCC, mette in guardia sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5 °C al di sopra dei livelli preindustriali e sui relativi percorsi globali di emissione di gas a effetto serra.

Dallo scenario alle decisioni strategiche

Il Gruppo sviluppa scenari di breve, medio e lungo termine, in ambito energetico e macroeconomico finanziario, al fine di supportare l’attività di pianificazione strategica e industriale, e la valutazione degli investimenti e delle operazioni straordinarie. In tali scenari il ruolo del cambiamento climatico è sempre più importante e produce effetti analizzabili in termini di:

  • fenomeni acuti (ondate di calore, alluvioni, uragani ecc.) e il loro potenziale impatto sugli asset industriali;
  • fenomeni cronici relativi a modifiche strutturali del clima, come il trend di aumento della temperatura, l’innalzamento del livello del mare ecc., che possono determinare per esempio una variazione della produzione degli impianti e una modifica dei profili di consumo dell’energia elettrica nei settori residenziale e commerciale;
  • transizione dei diversi settori industriali e di business verso un’economia verde caratterizzata da un livello di emissioni di gas climalteranti sempre più basso.

Le tematiche connesse ai trend futuri delle variabili climatiche (in termini di fenomeni acuti e cronici) definiscono il cosiddetto “scenario fisico”, mentre i temi della transizione industriale ed economica verso soluzioni che possano ridurre le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono gli elementi caratteristici dello “scenario di transizione”. Gli scenari sono costruiti nell’ottica di un framework complessivo che assicuri la coerenza tra le proiezioni climatiche e le assunzioni di transizione, all’interno del quale valutare i fenomeni individuati nel breve, medio e lungo periodo.
L’adozione degli scenari descritti e la loro integrazione nei processi aziendali tiene conto delle linee guida della TCFD ed è un fattore abilitante per la valutazione dei rischi e delle opportunità connessi al cambiamento climatico. Per questo, il Gruppo ha costruito un canale di costante dialogo e collaborazione con esperti in materia di cambiamento climatico, come per esempio l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste. Inoltre, si è strutturato per gestire gli scenari climatici post downscaling ad alta risoluzione e ha attivato progetti dedicati per sviluppare le competenze necessarie a tradurre la complessità della modellistica climatica in informazioni utili a comprenderne gli effetti, a livello locale, sul business e a supportare le decisioni strategiche.
L’acquisizione e l’elaborazione della grande mole di dati sottostante agli scenari, e l’individuazione delle metodologie e delle metriche necessarie a interpretare fenomeni complessi ad altissima risoluzione, richiedono un continuo dialogo sia con i riferimenti esterni sia con quelli interni. A tale scopo il Gruppo lavora con un approccio a piattaforma, dotandosi di strumenti che garantiscono informazioni solide e accessibili. Il processo che traduce i fenomeni di scenario in informazioni utili alle decisioni industriali e strategiche può essere sintetizzato in cinque passi: