Fatti di rilievo del 2020

Centrale di Brindisi - “Ceneri”

Con riferimento all’indagine penale avviata dalla Procura presso il Tribunale di Lecce nel 2017, afferente ai processi di riutilizzo, nell’ambito dell’industria cementiera, delle ceneri cosiddette “leggere”, la centrale Enel di Brindisi è stata al centro di un’indagine penale che ha dato luogo a un decreto di sequestro preventivo con facoltà d’uso soggetto a particolari accorgimenti tecnici disponendo, altresì, il sequestro di beni e crediti a danno di Enel Produzione fino alla concorrenza di una somma pari a circa 523 milioni di euro. Il 1° agosto 2018 la Procura di Lecce ha proceduto al dissequestro della centrale di Brindisi, con la conseguente cessazione della custodia/amministrazione giudiziaria dell’impianto e il riaccredito a Enel Produzione della somma sequestrata, in ragione della relazione dei periti nominati dal GIP presso il Tribunale di Lecce, ampiamente confermativa della correttezza dei processi di gestione della centrale. Tuttavia, la fase delle indagini preliminari risulta comunque pendente nei confronti sia degli indagati persone fisiche sia della società ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001.
A tale riguardo, si segnala che il 9 gennaio 2020 sono pervenute le prime notifiche relative alla fissazione dell’udienza preliminare in data 29 gennaio 2020. A fronte di alcune irregolarità nelle notifiche, ludienza era stata rinviata inizialmente all8 aprile 2020; tuttavia, in ragione dei provvedimenti di contrasto alla diffusione del COVID-19, tale udienza era stata rinviata dapprima al 10 giugno 2020 e poi nuovamente al 20 novembre 2020, a causa dellimpossibilità di tenere un dibattimento con le dovute garanzie previste dai protocolli di salute e sicurezza. Anche tale udienza non si è celebrata, a causa del perdurare della situazione emergenziale sanitaria. Sono stati comunque depositati gli atti di costituzione di parte civile della Regione Puglia e del Comune di Brindisi, sulla cui ammissibilità le difese hanno avuto modo di discutere nelludienza del 4 marzo 2021. Allesito della discussione, il Giudice delludienza preliminare si è riservato sulla decisione e ha rinviato, per la prosecuzione delludienza, al 21 aprile 2021.

Procedimento penale centrale di Pietrafitta

In relazione alla centrale termoelettrica di Pietrafitta, la Procura di Perugia aveva avviato un’indagine nei confronti di alcuni esponenti di Enel Produzione SpA, nonché di alcuni terzi oggi proprietari dei terreni adiacenti la centrale – un tempo di Enel – sui quali erano state rinvenute delle ceneri.
I reati contestati sono i seguenti: omessa bonifica (art. 452 terdecies c.p.), in relazione ad alcune aree interessate dallo sversamento di ceneri prodotte fino agli anni Ottanta dalla centrale di Pietrafitta e da altre centrali della società, nonché di altre aree sulle quali è stata rinvenuta una contaminazione di policlorobifenili (PCB) provenienti da alcune macchine di miniera in disuso; inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p.), legato alla predetta contaminazione con PCB, rispetto al quale è stata contestata, altresì, a Enel Produzione SpA la responsabilità amministrativa ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001.
Rispetto a tali reati, nell’estate 2019 Enel Produzione SpA ha presentato una richiesta di archiviazione, che è stata accolta dal PM per il reato di inquinamento ambientale, con la conseguente archiviazione anche dell’imputazione ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001.
Alcune associazioni ambientaliste hanno presentato opposizione all’archiviazione e il 21 febbraio 2020 si è tenuta dinanzi al GIP l’udienza di discussione, conclusasi con un provvedimento di archiviazione (28 maggio 2020) che ha, in sintesi, accolto tutte le difese di Enel, valorizzando gli argomenti difensivi proposti e confermando l’archiviazione altresì di ogni altra ipotesi di reato – comunque già non contestata dalla Procura – afferente ai possibili riflessi sulla salute a causa della presenza delle ceneri.
Pertanto, l’azione penale prosegue in relazione al solo reato di omessa bonifica, rispetto al quale i dipendenti di Enel Produzione SpA hanno presentato, a dicembre 2019, istanza di sospensione del procedimento con messa alla prova, consistente nell’attuazione di un programma concordato con gli uffici della Procura che costituisce condotta riparatoria proporzionata e congrua rispetto alle contestazioni formulate nei confronti degli indagati. L’udienza di messa alla prova si è tenuta il 29 ottobre 2020, data in cui il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Perugia ha accolto la richiesta di messa alla prova. L’udienza è stata poi rinviata al 18 febbraio 2021, data in cui è stato approvato il programma proposto da Enel Produzione, stabilendo un termine di nove mesi per l’esecuzione dello stesso.

Allacciamento alla rete di São Gonçalo, il più grande impianto fotovoltaico del Sud America

In data 13 gennaio 2020 Enel Green Power Brasil Participações Ltda (EGPB) ha avviato le operazioni di allacciamento alla rete della sezione da 475 MW dell’impianto fotovoltaico di São Gonçalo, sito in São Gonçalo do Gurguéia, nello stato nord-orientale di Piauí, in Brasile. La costruzione della sezione da 475 MW dell’impianto solare ha richiesto un investimento di circa 1,4 miliardi di real brasiliani, equivalenti a circa 390 milioni di dollari statunitensi. Una volta a pieno regime, la sezione da 475 MW dell’impianto potrà generare più di 1.200 GWh l’anno, evitando l’emissione in atmosfera di oltre 600.000 tonnellate di CO2.

Funac e beneficio fiscale ICMS

In data 5 febbraio 2019 è stata promulgata la legge n. 20416 con la quale lo Stato di Goiás ha ridotto dal 27 gennaio 2015 al 24 aprile 2012 il periodo di operatività sia del fondo Funac (creato per la legge n. 17555 del 20 gennaio 2012), sia del sistema di beneficio fiscale (creato per la legge n. 19473 del 3 novembre 2016) e che permetteva a Celg Distribuição SA di compensare gli obblighi di pagamento dell’ICMS - Imposto sobre Circulação de Mercadorias e Serviços (imposta sulla circolazione di beni e servizi).
Il 25 febbraio 2019 Celg-D ha impugnato la legge n. 20416 dinanzi al Tribunale dello Stato di Goiás attraverso una domanda (“writ of mandamus”) con una contestuale richiesta di sospensione cautelare che è stata respinta in via preliminare in data 26 febbraio 2019. Celg-D ha presentato appello avverso questa decisione che è stato accolto dal Tribunale dello Stato di Goiás in data 11 giugno 2019. In data 1° ottobre 2019 lo stesso Tribunale dello Stato di Goiás ha emesso un’ordinanza con la quale ha revocato la misura cautelare precedentemente concessa in favore di Celg-D e, pertanto, gli effetti della legge sono stati ripristinati a partire da tale data. Avverso tale decisione Celg-D ha presentato ricorso sostenendo che il diritto alla garanzia dei crediti fiscali ha un fondamento sia legale sia contrattuale e che, pertanto, risultano palesemente illegittime le azioni che lo Stato di Goiás ha posto in essere allo scopo di sospendere integralmente l’applicazione di tali leggi. In data 2 ottobre 2019 il ricorso presentato da Celg-D è stato rigettato. Il 21 novembre 2019 Celg-D ha impugnato questa decisione dinanzi al Superior Tribunal de Justiça (STJ). Il 27 febbraio 2020, il Tribunal de Justiça (TJ) ha dichiarato inammissibile il ricorso di Celg-D, che ha impugnato questa decisione dinanzi al STJ in data 5 maggio 2020 e il procedimento è in corso di svolgimento. Inoltre, è importante sottolineare che la copertura del fondo Funac è prevista contrattualmente nell’ambito dell’accordo per l’acquisizione di Celg-D da parte di Enel Brasil SA.
In data 26 aprile 2019 è stata promulgata la legge n. 20468 con la quale lo Stato di Goiás ha revocato integralmente il sistema di beneficio fiscale sopra menzionato. In data 5 maggio 2019 Celg-D ha presentato una domanda giudiziale ordinaria e una contestuale richiesta di sospensione cautelare nei confronti dello Stato di Goiás per contestare la suddetta legge. Il 16 settembre 2019, il Tribunale dello Stato di Goiás ha rigettato la domanda cautelare, sul presupposto dell’assenza dei requisiti cautelari in materia di “periculum in mora”. Il 26 settembre 2019 Celg-D ha presentato appello (agravo de instrumento) dinanzi al Tribunale dello Stato di Goiás contro la decisione che ha rigettato la concessione della misura cautelare, sostenendo che la revoca della legge in materia di crediti fiscali è incostituzionale nella misura in cui tali crediti sono stati stabiliti in conformità alla legge applicabile e costituiscono diritti acquisiti. Nell’ambito dello stesso procedimento di appello, lo Stato di Goiás ha avviato un’azione per contestare l’ammissibilità della domanda di Celg-D che è stata preliminarmente accolta e successivamente impugnata da Celg-D. Il 7 settembre 2020 lo Stato di Goiás ha presentato la sua memoria di replica alla domanda cautelare in appello.
Inoltre, si rileva che l’associazione brasiliana delle società di distribuzione di energia elettrica (ABRADEE) aveva presentato dinanzi alla Corte Costituzionale brasiliana (Supremo Tribunal Federal) un’azione di costituzionalità relativamente alle leggi n. 20416 e n. 20468, che era stata poi respinta il 3 giugno 2020 attraverso una decisione individuale del giudice relatore sul presupposto dell’assenza dei requisiti formali. Il 24 giugno 2020 ABRADEE ha presentato ricorso (agravo regimental) contro tale decisione. In data 21 settembre 2020 la Corte Suprema del Brasile, senza entrare nel merito della vicenda, ha respinto il ricorso di ABRADEE per ragioni formali e il procedimento si è concluso. Il 15 ottobre 2020 ABRADEE ha presentato ricorso avverso questa decisione.

Concessioni idroelettriche

La disciplina nazionale delle concessioni idroelettriche di grande derivazione è stata da ultimo modificata dal cosiddetto “D.L. Semplificazioni” (decreto legge n. 135 del 2018 convertito in legge 11 febbraio 2019, n. 12), che ha introdotto una serie di novità in tema di affidamento di tali concessioni al loro scadere, o in caso di decadenza o rinuncia, e in tema di valorizzazione dei beni e opere a esse collegate e da trasferire al nuovo concessionario. Tale normativa ha anche introdotto alcune modifiche in materia di canoni concessori nonché l’obbligo di fornire energia gratuita a favore di enti pubblici (220 kWh di energia per ogni kW di potenza nominale media di concessione).
In attuazione di tale legge statale e sulla base di una specifica delega, diverse Regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Trento) hanno emanato leggi regionali.
Sia la normativa statale che quella regionale di attuazione, ad avviso della Società, violano princípi comunitari e princípi costituzionali quali per esempio il diritto di proprietà, il principio di certezza del diritto, il principio di proporzionalità e del legittimo affidamento, la libertà di impresa.
In particolare, le norme non prevedono espressamente il trasferimento del ramo d’azienda dal concessionario uscente a quello subentrante, inoltre, prevedono criteri inadeguati per la valorizzazione delle opere da trasferire che rischiano di concretizzarsi in un meccanismo sostanzialmente espropriativo, in violazione di princípi costituzionali.
La previsione del pagamento del nuovo canone e dell’obbligo di fornire energia gratuita anche a carico dei titolari di concessioni in corso comporta, infine, l’introduzione nei rapporti concessori di un elemento imprevisto e irragionevole di significativo squilibrio economico e ciò in evidente violazione del principio di ragionevolezza e di proporzionalità del canone che la giurisprudenza costituzionale richiede di rispettare nel caso siano introdotte, nell’ambito di rapporti di durata, modifiche peggiorative.
Il Governo ha impugnato avanti la Corte Costituzionale alcune delle leggi regionali attuative emanate denunciando la violazione di diversi princípi costituzionali.
La Società è intervenuta nei suddetti giudizi avanti alla Corte Costituzionale (luglio 2020 nel giudizio relativo alla legge regionale Lombardia, febbaio 2021 nel giudizio relativo alla legge provinciale Trento e nel giudizio relativo alla legge regionale Piemonte), e ha anche impugnato i primi atti attuativi delle singole leggi regionali avanti le autorità giudiziarie competenti (TAR e Tribunale Regionale delle Acque) chiedendone l’annullamento e sollevando la questione di illegittimità costituzionale sia della legge statale sia delle leggi regionali.
Anche le associazioni di categoria (Utilitalia ed Elettricità Futura) hanno presentato memorie nell’ambito dei giudizi avviati avanti la Corte Costituzionale dal Governo; inoltre altri operatori del settore hanno proposto azioni giudiziarie avverso gli atti attuativi delle singole leggi regionali chiedendone l’annullamento.

Enel raggiunge il 65% del capitale sociale di Enel Américas

In data 3 aprile 2020 Enel ha comunicato l’intenzione di incrementare la propria partecipazione nella controllata quotata cilena Enel Américas SA fino a un ulteriore 2,7% del capitale, al fine di raggiungere la massima partecipazione attualmente consentita dallo Statuto di Enel Américas, pari al 65%. A tal fine, Enel ha stipulato due nuovi contratti di share swap (le “operazioni di share swap”) con un istituto finanziario. In data 28 maggio 2020, a seguito del regolamento di due operazioni di share swap stipulate nel giugno 2019 con un istituto finanziario, la partecipazione detenuta da Enel SpA in Enel Américas si è attestata al 62,3% del capitale sociale. Successivamente, in data 18 agosto 2020, Enel SpA ha incrementato la propria partecipazione nella controllata cilena Enel Américas fino al 65% del capitale sociale, a seguito del regolamento delle due sopraccitate operazioni di share swap stipulate ad aprile 2020.
Le operazioni sopra indicate sono in linea con l’obiettivo annunciato dal Gruppo Enel di incrementare la propria partecipazione azionaria nelle società del Gruppo che operano in Sud America, riducendo così la presenza delle minoranze azionarie.

Autorizzata la dismissione anticipata del gruppo 2 della centrale di Brindisi

In data 28 maggio 2020 è arrivato il via libera alla chiusura anticipata del gruppo 2 della centrale termoelettrica Federico II di Brindisi a partire dal 1° gennaio 2021. Infatti il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato riscontro positivo alla richiesta presentata da Enel lo scorso gennaio. Si tratta della prima delle quattro unità produttive a carbone della centrale che si avvia alla chiusura definitiva. In coerenza con la propria strategia di decarbonizzazione della produzione di energia elettrica e con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), Enel ha avviato negli scorsi mesi l’iter di permitting per la riconversione del sito in un impianto a gas ad altissima efficienza necessario per assicurare la chiusura completa dell’impianto a carbone di Brindisi entro il 2025 e contestualmente la sicurezza della rete elettrica nazionale. Inoltre, Enel sta sviluppando progetti per l’installazione di capacità fotovoltaica all’interno del sito, come parte della più generale iniziativa di sviluppo di nuova capacità rinnovabile su tutto il territorio italiano.
La chiusura anticipata del gruppo 2 della centrale Federico II di Brindisi rientra nell’impegno di Enel per la transizione energetica verso un modello sempre più sostenibile.

Il Gruppo Enel accelera la chiusura del suo ultimo impianto a carbone in Cile

In linea con la propria strategia di decarbonizzazione, il Gruppo Enel ha chiuso l’unità I dell’impianto di Bocamina a gennaio 2021 e prevede di chiudere l’unità II del medesimo impianto entro il 31 maggio 2022, pianificando contemporaneamente il completamento di 2 GW di capacità rinnovabile in Cile attraverso Enel Green Power Chile. In particolare, in data 28 maggio 2020 Enel SpA ha annunciato che le proprie controllate cilene Enel Chile SA ed Enel Generación Chile SA hanno informato il mercato della decisione dei rispettivi Consigli di Amministrazione di accelerare la chiusura dell’impianto a carbone Bocamina, situato a Coronel. Nello specifico, Enel Generación Chile ha richiesto alla Commissione Nazionale per l’Energia (CNE) cilena di autorizzare la cessazione dell’operatività dell’unità I (128 MW) e dell’unità II (350 MW) del suddetto impianto, entro le date previste. La chiusura, subordinata all’autorizzazione sopra indicata, ha subíto un’accelerazione rispetto a quanto programmato da Enel Generación Chile nel Piano nazionale di decarbonizzazione firmato con il Ministero dell’Energia del Paese il 4 giugno 2019, che prevedeva la chiusura di Bocamina I entro la fine del 2023 e quella di Bocamina II entro il 2040. Il Gruppo Enel assicurerà il reimpiego, all’interno del Gruppo, dei lavoratori di Bocamina, e al tempo stesso valuterà la riconversione delle strutture della centrale.

Il CdA di Enel delibera l’emissione di prestiti obbligazionari ibridi fino a un massimo di 1,5 miliardi di euro

In data 10 giugno 2020 il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA, riunitosi sotto la presidenza di Michele Crisostomo, ha autorizzato l’emissione da parte di Enel, entro il 31 dicembre 2021, di uno o più prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi, per un importo massimo pari al controvalore di 1,5 miliardi di euro, da collocare esclusivamente presso investitori istituzionali, comunitari e non comunitari, anche attraverso private placement. Le nuove emissioni hanno la finalità di rifinanziare le obbligazioni ibride in circolazione per le quali, a partire da quest’anno, diventa esercitabile l’opzione di rimborso anticipato e, pertanto, consentono al Gruppo Enel di mantenere una struttura patrimoniale e finanziaria coerente con i criteri di valutazione delle agenzie di rating e di gestire attivamente le scadenze e il costo del debito. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre demandato all’Amministratore Delegato il compito di decidere in merito all’emissione delle nuove obbligazioni e alle rispettive caratteristiche e, quindi, di fissare per ogni emissione, tenendo conto dell’evoluzione delle condizioni di mercato, i tempi, l’importo, la valuta, il tasso di interesse e gli ulteriori termini e condizioni, nonché le modalità di collocamento e l’eventuale quotazione presso mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione.

Enel inclusa per la prima volta negli indici MSCI ESG Leaders

In data 17 giugno 2020 Enel è stata inclusa per la prima volta negli MSCI ESG Leaders Indexes a seguito della revisione annuale degli indici di sostenibilità condotta da MSCI, leader nel settore delle ricerche e degli indici su tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG). La serie di indici ponderati sulla capitalizzazione mette in evidenza le aziende con elevate performance ESG rispetto ai competitor di settore. Enel è stata inoltre confermata negli importanti indici FTSE4Good Index series ed Euronext Vigeo Eiris 120.

Gli indici, pensati per gli investitori istituzionali che desiderano integrare i fattori ESG nei processi decisionali relativi agli investimenti, utilizzano un approccio best-in-class selezionando soltanto le aziende con i rating MSCI ESG più elevati che misurano la resilienza di un’impresa rispetto ai rischi ESG a lungo termine rilevanti a livello finanziario. Nel 2019 Enel ha ricevuto per la prima volta il massimo rating ESG di MSCI (“AAA”), che ha permesso la sua inclusione quest’anno negli MSCI ESG Leaders Indexes, la più importante serie di indici MSCI che misurano le performance delle aziende nel settore della sostenibilità. L’inserimento nella serie di indici, inoltre, è avvenuta anche grazie ai costanti investimenti di Enel nelle rinnovabili e al suo ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 in linea con l’Accordo di Parigi, nell’ambito del quale l’azienda si impegna a ridurre del 70% le sue emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030 rispetto ai livelli del 2017.

Enel raggiunge il 64,9% del capitale sociale di Enel Chile

In data 7 luglio 2020 Enel SpA ha annunciato di aver incrementato la propria partecipazione nella controllata cilena Enel Chile SA fino al 64,9% del capitale sociale, a seguito del regolamento di due operazioni di share swap stipulate a dicembre 2019 con un istituto finanziario per l’acquisizione fino al 3% del capitale sociale di Enel Chile, annunciate a suo tempo al mercato.

Enel accelera la transizione energetica verso la decarbonizzazione

Enel, nel suo ruolo di leader nella transizione energetica, ha posto al centro della propria strategia la decarbonizzazione e la crescita delle rinnovabili nel mondo. Il Piano Strategico 2020-2022 prevede un significativo incremento della capacità installata da fonti rinnovabili, dagli attuali 46 GW a 60 GW a fine 2022, e la progressiva riduzione della capacità e della produzione da carbone; in particolare, è previsto che tale capacità si riduca di oltre il 40% al 2022 rispetto al 2019. Al fine di gestire in maniera integrata il parco di generazione rinnovabile e termica nel mondo e guidarne e accelerarne la trasformazione, Enel ha creato nel 2019 una nuova Linea di Business.
In tale contesto, in data 2 luglio 2020, Enel ha avviato la ristrutturazione delle attività derivanti dal processo di transizione energetica che coinvolgerà gli impianti di generazione da fonti termiche nelle geografie in cui il Gruppo opera. La conseguente revisione dei processi e dei modelli operativi richiederà cambiamenti di ruoli e competenze dei dipendenti che il Gruppo intende attuare con piani altamente sostenibili basati su programmi di redeployment, con importanti piani di upskilling e reskilling e con il raggiungimento di accordi volontari individuali di prepensionamento che coinvolgeranno circa 1.300 persone nel mondo.
Il piano di ristrutturazione sarà attuato secondo modalità e tempi differenti nei diversi Paesi di presenza, avviando le opportune interlocuzioni con le comunità locali e le competenti istituzioni e parti sociali.

Enel avvia un programma di acquisto di azioni proprie legato alla sostenibilità, a servizio del Piano di incentivazione di lungo termine

In data 29 luglio 2020 il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA, in attuazione dell’autorizzazione conferita dall’Assemblea degli azionisti del 14 maggio 2020 e nel rispetto dei relativi termini già comunicati al mercato, ha approvato l’avvio di un programma di acquisto di azioni proprie, per un numero di azioni pari a 1,72 milioni (il “Programma”), equivalenti a circa lo 0,017% del capitale sociale di Enel.
Il Programma, la cui durata si è protratta dal 3 settembre al 7 dicembre 2020, era a servizio del Piano di incentivazione di lungo termine per il 2020 destinato al management di Enel e/o di società da questa controllate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile (Piano LTI 2020), anch’esso approvato dall’Assemblea del 14 maggio 2020.
Nell’ambito di tale Programma sono state acquistate complessive n. 1.720.000 azioni Enel (pari allo 0,016918% del capitale sociale), al prezzo medio ponderato per il volume di 7,4366 euro per azione e per un controvalore complessivo di 12.790.870,154 euro.
Considerando le azioni proprie già in portafoglio, Enel detiene complessivamente al 28 ottobre 2020 n. 3.269.152 azioni proprie, pari allo 0,032156% del capitale sociale.

Enel emette obbligazioni ibride perpetue

In data 1° settembre 2020, Enel SpA ha lanciato con successo sul mercato europeo l’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile subordinato ibrido perpetuo denominato in euro e destinato a investitori istituzionali, per un ammontare complessivo pari a 600 milioni di euro. L’operazione ha ricevuto richieste in esubero per più di sei volte l’offerta, per un ammontare superiore a 3,7 miliardi di euro.
Contestualmente, Enel ha lanciato un’offerta volontaria non vincolante per il riacquisto e la successiva cancellazione delle obbligazioni ibride con scadenza 2076 e aventi un importo pari a 500 milioni di sterline, con l’obiettivo di riacquistare un ammontare complessivo pari a 200 milioni di sterline. A chiusura dell’operazione sono state riacquistate per cassa le obbligazioni ibride proprie per un ammontare nominale complessivo pari a 250 milioni di sterline.

Il CdA di Enel delibera di cedere a Macquarie tra il 40% e il 50% del capitale di OpEn Fiber

In data 17 settembre 2020 il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA è stato informato della avvenuta ricezione dell’offerta vincolante inviata da Macquarie Infrastructure & Real Assets (di seguito, MIRA) per l’acquisto del 50% del capitale di OpEn Fiber SpA, posseduto da Enel.
Tale offerta prevede il riconoscimento di un corrispettivo pari a circa 2.650 milioni di euro, al netto dell’indebitamento, per l’acquisto della partecipazione sopra indicata, con meccanismi di aggiustamento ed “earn out”.
Il Consiglio di Amministrazione di Enel ha preso atto dell’informativa ricevuta, rimanendo in attesa di essere aggiornato circa i dettagli che dovessero emergere a valle delle necessarie attività di approfondimento con MIRA sui contenuti dell’offerta pervenuta.
In data 17 dicembre 2020 il Consiglio di Amministrazione di Enel, riunitosi sotto la presidenza di Michele Crisostomo, ha deliberato di avviare le procedure finalizzate alla cessione di un minimo del 40% e fino al 50% del capitale di OpEn Fiber a MIRA, conferendo all’Amministratore Delegato apposito mandato al riguardo.
In base all’offerta finale pervenuta da MIRA, il corrispettivo per la cessione del 50% del capitale di OpEn Fiber risulta pari a 2.650 milioni di euro ed è inclusivo del trasferimento a MIRA del 100% della porzione Enel dello “shareholders’ loan” concesso a OpEn Fiber, comprensivo degli interessi maturati, per un controvalore stimato di circa 270 milioni di euro al 30 giugno 2021, data entro la quale si prevede che l’operazione possa essere finalizzata. In caso di cessione del 40% del capitale di OpEn Fiber, essendo prevista nell’offerta finale di MIRA una proporzionale riduzione dei valori sopra indicati, il corrispettivo per la cessione si attesta a 2.120 milioni di euro, la porzione Enel dello “shareholders’ loan” concesso a OpEn Fiber oggetto di trasferimento a MIRA risulta pari all’80%, e il relativo controvalore al 30 giugno 2021 è stimato in circa 220 milioni di euro. Il corrispettivo sopra indicato non tiene conto degli effetti potenzialmente connessi ai meccanismi di “earn out” appresso descritti, in quanto non quantificabili allo stato attuale.

L’offerta finale pervenuta da MIRA prevede che qualora il closing dell’operazione sia successivo al 30 giugno 2021, il corrispettivo sopra indicato risulti incrementato a un tasso pari al 9% annuo calcolato a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al closing stesso. L’offerta prevede inoltre il riconoscimento di due diversi “earn out” in favore di Enel, legati a eventi futuri e incerti. Un “earn out” è legato alla positiva conclusione, con sentenza definitiva, del contenzioso instaurato da OpEn Fiber nei confronti di TIM SpA per condotta anticoncorrenziale posta in essere da quest’ultima. In particolare, tale “earn out” assicura il riconoscimento in favore di Enel del 75% del risarcimento netto che dovesse essere conseguentemente incassato da OpEn Fiber e si prevede che sia riconosciuto a Enel in funzione dei dividendi distribuiti da OpEn Fiber ai propri soci a qualsiasi titolo. L’“earn out” sarà calcolato in proporzione alla effettiva quota ceduta da Enel a MIRA.

L’altro “earn out” è invece legato alla creazione di valore derivante dall’eventuale realizzazione della cosiddetta “rete unica” a banda larga tra OpEn Fiber e TIM. Esso è basato sul criterio del rendimento per l’investitore e prevede che, nel caso in cui si verifichi un’operazione di trasferimento della partecipazione in OpEn Fiber detenuta da MIRA che determini un tasso di rendimento dell’investimento (IRR) superiore al 12,5%, venga riconosciuta a Enel una quota pari al 20% del valore realizzato da MIRA eccedente tale soglia, fino a un importo massimo pari a 500 milioni di euro in caso di cessione del 50% del capitale di OpEn Fiber e di 400 milioni di euro in caso di cessione del 40%.
La stipula del contratto di compravendita tra le parti è subordinata ad alcune condizioni, tra cui si segnalano:

  • l’autorizzazione a MIRA, rilasciata da parte di OpEn Fiber, a condividere con un numero ristretto di potenziali co-investitori le informazioni acquisite nel corso della due diligence svolta, al fine di realizzare la sindacazione del corrispettivo;
  • il mancato esercizio del diritto di prelazione che lo Statuto di OpEn Fiber riconosce in capo a CDP Equity SpA (CDPE, a sua volta socio al 50% di OpEn Fiber);
  • in caso di cessione del 50% del capitale di OpEn Fiber, la condivisione tra MIRA e CDPE della modifica di alcuni aspetti che regolano attualmente la governance di OpEn Fiber.

Il perfezionamento dell’operazione è poi a sua volta subordinato a una serie di condizioni, tra cui si segnalano:

  • l’ottenimento, da parte delle banche finanziatrici di OpEn Fiber, dei waiver necessari al trasferimento a MIRA della partecipazione detenuta da Enel in OpEn Fiber;
  • l’ottenimento delle varie autorizzazioni amministrative propedeutiche al trasferimento a MIRA della partecipazione detenuta da Enel in OpEn Fiber (con particolare riguardo alla procedura in materia di golden power presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e all’autorizzazione rilasciata dall’Autorità Antitrust comunitaria).

Il Gruppo Enel avvia la riorganizzazione delle attività rinnovabili in Centro e Sud America

In data 22 settembre 2020 Enel SpA ha informato che il Consiglio di Amministrazione della sua controllata quotata cilena Enel Américas SA ha deliberato di avviare il processo funzionale all’approvazione di una fusione intesa a realizzare una riorganizzazione delle partecipazioni societarie del Gruppo Enel, con l’obiettivo di integrare in Enel Américas le attività rinnovabili non convenzionali del Gruppo Enel in Centro e Sud America (escluso il Cile). L’operazione, coerente con gli obiettivi strategici di Enel, consente un’ulteriore semplificazione della struttura societaria del Gruppo e allinea la struttura del business di Enel Américas al resto del Gruppo.
La riorganizzazione societaria prevede l’integrazione in Enel Américas degli attuali asset rinnovabili non convenzionali del Gruppo Enel in Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Panama e Perù, attraverso una serie di operazioni che si concluderanno con una fusione di tali asset in Enel Américas. Tale fusione, comportando un aumento della partecipazione di Enel in Enel Américas, produce una modifica dello Statuto sociale di quest’ultima da parte dell’Assemblea degli azionisti per rimuovere le limitazioni esistenti in base alle quali un singolo azionista non può detenere più del 65% dei diritti di voto. Tale Assemblea è stata inoltre chiamata ad approvare la fusione come operazione con parti correlate, ai sensi della normativa cilena di riferimento.
Enel ha espresso a Enel Américas, in via preliminare, un parere favorevole sulla suddetta riorganizzazione, a condizione che quest’ultima:

  • sia effettuata a termini e condizioni di mercato;
  • assicuri una posizione finanziaria di Enel Américas che sostenga lo sviluppo futuro del business delle energie rinnovabili nonché le prospettive di crescita di tale società.

Tale preliminare parere favorevole è subordinato alla valutazione da parte di Enel dei termini e delle condizioni definitive che saranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti di Enel Américas.
In particolare, in data 18 dicembre 2020, Enel ha informato che l’Assemblea straordinaria degli azionisti della controllata quotata cilena Enel Américas ha adottato in tale data le deliberazioni relative alla realizzazione dell’operazione di riorganizzazione societaria volta a integrare in Enel Américas le attività rinnovabili non convenzionali del Gruppo Enel in Centro e Sud America (a esclusione del Cile).
Inoltre, in data 17 dicembre 2020, Enel ha annunciato che, nell’ambito dell’operazione di riorganizzazione societaria volta a integrare le attività rinnovabili non convenzionali del Gruppo Enel in Centro e Sud America (escluso il Cile) nella controllata quotata cilena Enel Américas, avrebbe lanciato una offerta pubblica di acquisto volontaria parziale per l’acquisizione delle azioni e delle American Depositary Shares (ADS) di Enel Américas, fino a un massimo del 10% dell’attuale capitale sociale della medesima società (l’OPA), a un prezzo di 140 pesos cileni per azione (o nel caso degli ADS l’equivalente in dollari statunitensi al momento del settlement). Il lancio dell’OPA è effettivamente avvenuto a marzo 2021 (per maggior approfondimenti si rimanda alla nota 55 del Bilancio consolidato). L’OPA è inoltre soggetta alla regolamentazione cilena e statunitense e all’ulteriore disciplina applicabile.
Come annunciato al mercato il 13 novembre 2020, l’Assemblea straordinaria degli azionisti di Enel Américas è stata convocata per il 18 dicembre 2020 per deliberare in merito: (i) alla fusione per incorporazione di EGP Américas SpA in Enel Américas, con conseguente aumento del capitale sociale di Enel Américas a servizio della fusione, nonché (ii) alla modifica dello Statuto sociale di Enel Américas al fine di rimuovere i limiti che attualmente non permettono a un unico azionista di possedere oltre il 65% delle azioni con diritto di voto. L’OPA rappresenta un’opportunità per gli azionisti di minoranza che intendono ridurre la propria partecipazione in Enel Américas a seguito del completamento della fusione. A tale riguardo, l’OPA offre agli azionisti l’opportunità di vendere le loro partecipazioni a un prezzo maggiore di quello di 109,8 pesos cileni per azione che Enel Américas offrirà, in conformità alla normativa cilena, agli azionisti dissenzienti che intendono esercitare il diritto di recesso. L’OPA non verrà lanciata qualora la fusione per incorporazione di EGP Américas SpA in Enel Américas e la modifica dello Statuto sociale di Enel Américas non divengano efficaci entro il 31 dicembre 2021. Il corrispettivo complessivo dell’OPA, che si stima ammonti fino a un massimo di 1,2 miliardi di euro (calcolati al tasso di cambio del 16 dicembre 2020 di 895 pesos cileni per 1 euro), sarà finanziato dai flussi di cassa della gestione corrente e dalla capacità di indebitamento esistente.

Enel lancia con successo un “Sustainability-Linked Bond” da 500 milioni di sterline, il primo nel suo genere per il mercato in sterline

In data 13 ottobre 2020 Enel Finance International NV ha collocato il primo “Sustainability-Linked Bond” del mercato in sterline, legato al conseguimento dell’obiettivo di sostenibilità di Enel relativo alla percentuale di capacità installata consolidata da fonti rinnovabili rispetto alla capacità installata consolidata totale, in linea con l’impegno a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.
L’emissione, garantita da Enel e rivolta a investitori istituzionali per un totale di 500 milioni di sterline, pari a circa 550 milioni di euro, ha ricevuto richieste in esubero per quasi sei volte, totalizzando ordini per un importo pari a circa 3 miliardi di sterline e una partecipazione significativa di Investitori Socialmente Responsabili (SRI), permettendo al Gruppo Enel di continuare a diversificare la propria base di investitori.

Enel sottoscrive un contratto di finanziamento per un “Sustainability-Linked Loan” da 1 miliardo di euro

In data 16 ottobre 2020 Enel SpA ha siglato un contratto di finanziamento da 1 miliardo di euro per un “Sustainability-Linked Loan” della durata di sei anni strutturato come club deal con scadenza al 15 ottobre 2026.
Questo finanziamento è destinato a soddisfare l’ordinario fabbisogno finanziario del Gruppo e segue l’adozione da parte di Enel di un “Sustainability-Linked Financing Framework” (Framework), in linea con i “Sustainability-Linked Bond Principles” dell’International Capital Market Association (ICMA) e con i “Sustainability-Linked Loan Principles” della Loan Market Association (LMA).
Il finanziamento è legato al Key Performance Indicator (KPI) relativo alla “Percentuale di capacità installata rinnovabile” (ovvero la percentuale di capacità installata consolidata da fonti rinnovabili rispetto alla capacità installata consolidata totale) e al conseguimento di un Sustainability Performance Target (SPT) pari o superiore al 60% entro il 31 dicembre 2022 (al 30 giugno 2020 era pari al 51,9%). In base al livello di raggiungimento dell’SPT entro la data target, l’accordo prevede un meccanismo di step-up/step-down che modificherà lo spread applicato ai fondi prelevati dalla linea di credito, riflettendo così il valore della sostenibilità. Il finanziamento evidenzia l’impegno di Enel, primo operatore privato a livello mondiale per capacità installata rinnovabile, a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo SDG 7.2, ovvero “Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale”.

Enel lancia un’operazione di consent solicitation rivolta ai portatori di alcuni prestiti obbligazionari ibridi

In data 23 ottobre 2020 Enel ha annunciato di aver lanciato un’operazione di consent solicitation rivolta ai portatori di alcuni prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi emessi dalla Società, volta ad allineare i termini e le condizioni di questi ultimi a quelli del prestito obbligazionario non convertibile subordinato ibrido perpetuo lanciato dalla stessa Enel lo scorso 1° settembre 2020. A tali fini, la Società ha convocato le Assemblee dei portatori delle obbligazioni per un ammontare complessivo in circolazione pari a circa 1.797 milioni di euro (le Obbligazioni), in prima e unica convocazione, in data 26 novembre 2020. Alla stessa data, Enel ha reso noto che le Assemblee dei portatori delle Obbligazioni hanno approvato le proposte di modifica dei termini e condizioni dei regolamenti delle Obbligazioni, volte ad allineare questi ultimi ai termini e condizioni del prestito obbligazionario non convertibile subordinato ibrido perpetuo lanciato dalla stessa Enel lo scorso 1° settembre 2020. In particolare, le modifiche approvate prevedono, tra l’altro, che:

  • le Obbligazioni, originariamente emesse con una scadenza determinata e di lungo periodo, diventeranno esigibili e pagabili e dovranno dunque essere rimborsate dalla Società solo in caso di scioglimento o liquidazione della stessa;
  • gli eventi di inadempimento, precedentemente previsti nei regolamenti e nella ulteriore documentazione che disciplina le Obbligazioni, sono eliminati.

Traguardo storico per Enel, alla guida del Dow Jones Sustainability World Index per il 2020

In data 14 novembre 2020 la leadership mondiale di Enel nella sostenibilità è stata riconosciuta con il primo posto nel Dow Jones Sustainability World Index (DJSI World) di quest’anno, un traguardo mai raggiunto nei 17 anni di presenza dell’azienda nell’indice. Ancora una volta, nel processo di selezione del DJSI World, Enel si è distinta nella maggior parte dei 27 criteri valutati da SAM (la divisione globale di S&P che si occupa di ricerche sugli aspetti ESG – ambientali, sociali e di governance – acquisita nel 2020 da RobecoSAM, società collegata al gestore patrimoniale Robeco).
Nello specifico, la Società ha ottenuto un punteggio superiore a 90/100 in oltre il 70% dei criteri, tra i quali alcuni dei più significativi sono la strategia climatica e le opportunità di mercato, due criteri finalizzati a valutare la performance delle utility elettriche nel guidare la transizione verso un modello energetico a basse emissioni di CO2. Inoltre, a Enel è stata assegnata la prima posizione del DJSI Europe, nel settore “Electric Utilities”, e la seconda a livello mondiale in tutta la famiglia dei Dow Jones Sustainability Indices per lo stesso settore.
Enel ha ottenuto risultati eccellenti anche in altri criteri relativi alla valutazione della gestione aziendale responsabile, tra cui la gestione dei rischi e delle crisi, la politica e la gestione ambientale, l’efficienza ecologica delle operazioni, le questioni legate alle risorse idriche, i diritti umani, lo sviluppo del capitale umano e la trasparenza sulle performance sociali e ambientali.
Anche Endesa, la controllata spagnola del Gruppo, è stata inclusa quest’anno nell’indice DJSI World, in cui è presente ininterrottamente da 20 anni. Enel ed Endesa sono due delle otto società ammesse all’indice a livello globale nel settore delle utility elettriche. Inoltre, Enel Américas, controllata sudamericana del Gruppo, è stata confermata nel Dow Jones Sustainability Emerging Markets Index e nel Dow Jones Sustainability MILA (Mercado Integrado Latinomericano) Pacific Alliance Index per il terzo anno consecutivo, e nel Dow Jones Sustainability Chile Index per il quarto anno consecutivo, mentre la controllata cilena Enel Chile è stata confermata per la terza volta in questi tre indici.

Enel riconosciuta leader mondiale della sostenibilità tra le imprese nell’edizione 2020 di Vigeo Eiris Universe

In data 2 dicembre 2020, per la prima volta in assoluto la leadership globale di Enel nel campo della sostenibilità è stata riconosciuta grazie all’assegnazione del primo posto, tra circa 5.000 imprese valutate, nell’edizione di quest’anno della classifica Vigeo Eiris (V.E). Il risultato senza precedenti, pari al doppio del punteggio medio raggiunto nella valutazione delle performance di sostenibilità, ha permesso a Enel di essere riconfermata nella revisione della seconda metà del 2020 dell’indice Euronext Vigeo Eiris World 120. Grazie ai dati forniti da V.E, l’indice Euronext Vigeo Eiris World 120 stila due volte l’anno la classifica delle 120 aziende più sostenibili tra le 1.500 principali società per capitale flottante in Nord America, Asia-Pacifico ed Europa. Enel ha mantenuto la sua posizione anche negli indici regionali Euronext Vigeo Eiris Europe 120 ed Eurozone 120, che comprendono rispettivamente le 120 imprese più sostenibili fra le 500 aziende con il maggiore capitale flottante in Europa e nell’Eurozona. Anche Endesa, la controllata spagnola del Gruppo, è stata inclusa in questi ultimi tre indici.
In particolare, V.E ha riconosciuto le performance eccezionali di Enel nello sviluppo della sua strategia ambientale, inclusi gli obiettivi ambientali specifici fissati per limitare le emissioni di gas a effetto serra e migliorare la qualità dell’aria, accelerando la decarbonizzazione del suo mix energetico e incrementando l’utilizzo delle rinnovabili. Dall’altro lato, Enel ha primeggiato anche in diversi criteri relativi alla gestione del capitale umano, inclusa la promozione delle relazioni sindacali, la non discriminazione e la diversità. Inoltre, hanno registrato risultati eccezionali anche diverse pratiche relative alla governance, tra cui il ruolo del Consiglio di Amministrazione nel supervisionare le performance di sostenibilità della Società.

Enel Green Power e NextChem del Gruppo Maire Tecnimont firmano un protocollo d’intesa per un impianto di produzione di idrogeno verde negli Stati Uniti

In data 9 dicembre 2020 Enel Green Power, attraverso la controllata nordamericana Enel Green Power North America Inc. (EGPNA), e Maire Tecnimont SpA, attraverso la controllata NextChem dedicata alle tecnologie per la transizione energetica, hanno firmato un protocollo d’intesa per favorire la produzione di idrogeno verde tramite elettrolisi negli Stati Uniti. Il progetto, che dovrebbe essere operativo nel 2023, utilizzerà l’energia rinnovabile generata da uno degli impianti solari di EGPNA negli Stati Uniti per produrre l’idrogeno verde che verrà fornito a una bioraffineria.
Enel Green Power sta sviluppando progetti nel segmento dell’idrogeno verde in Italia, Spagna, Cile e Stati Uniti. Poiché l’idrogeno verde rappresenta una nuova applicazione di business, il Gruppo Enel sta osservando gli sviluppi del mercato per individuare il modo più efficiente di realizzare i propri piani di incremento della capacità di questa tecnologia fino a oltre 2 GW entro il 2030.

Aggiornato l’accordo con EPH per la cessione della partecipazione in Slovenské elektrárne

In data 22 dicembre 2020, Enel Produzione SpA, la società EP Slovakia BV e la società ceca Energetický a průmyslový holding AS (congiuntamente “EPH”) hanno firmato un general term agreement che modifica alcuni termini e condizioni del contratto (il Contratto) sottoscritto in data 18 dicembre 2015 (come già modificato nel corso del 2018) tra Enel Produzione ed EPH e concernente la vendita della partecipazione detenuta da Enel Produzione in Slovenské elektrárne AS (Slovenské elektrárne o SE). Come annunciato il 18 dicembre 2015 e il 28 luglio 2016, il Contratto aveva comportato il conferimento alla società di nuova costituzione Slovak Power Holding BV (HoldCo) dell’intera partecipazione detenuta da Enel Produzione in Slovenské elektrárne, pari al 66% del capitale di quest’ultima, e disciplinava la successiva cessione in due fasi a EP Slovakia BV del 100% della HoldCo (la prima fase dell’operazione si è perfezionata il 28 luglio 2016 con la cessione a EP Slovakia del 50% del capitale che Enel Produzione deteneva nella HoldCo) per un corrispettivo complessivo di 750 milioni di euro, soggetto a conguaglio sulla base di vari parametri.
In base al nuovo general term agreement, che risulta soggetto ad alcune condizioni sospensive, Enel Produzione ed EPH hanno concordato alcune modifiche al Contratto, che riguardano sia il supporto finanziario a Slovenské elektrárne a servizio del completamento delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce, sia i meccanismi che regolano l’esercizio delle opzioni put o call relative al trasferimento della partecipazione residua in HoldCo.
In particolare, con riferimento al supporto finanziario, si prevede che Enel Produzione provvederà a concedere, direttamente o attraverso altre società del Gruppo Enel, finanziamenti alla HoldCo – chiamata a sua volta a renderli disponibili a Slovenské elektrárne – per un importo massimo di 570 milioni di euro con scadenza nel 2032. Tali finanziamenti saranno resi disponibili secondo le necessità e i tempi previsti per il completamento della realizzazione delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce (il Progetto). L’erogazione del primo finanziamento, per un importo di 270 milioni di euro, è subordinata ad alcune condizioni, in particolare la modifica di alcuni contratti di finanziamento tra Slovenské elektrárne e le proprie banche finanziatrici, al fine di tener conto dello stato di avanzamento del Progetto, e altre condizioni tipiche per tale tipo di operazioni. L’erogazione di tale primo finanziamento è condizione di efficacia delle ulteriori modifiche al Contratto, condivise tra le parti e di seguito illustrate. Gli indicati finanziamenti fino a 570 milioni di euro si aggiungono al finanziamento di 700 milioni di euro (cumulativamente appresso indicati come i “Finanziamenti”), già erogato dal Gruppo Enel in base agli accordi modificativi del Contratto stipulati tra le parti nel 2018 e la cui scadenza si prevede venga anch’essa estesa al 2032. Il nuovo accordo tra le parti prevede inoltre che EPH provveda a concedere a sua volta un ulteriore finanziamento di importo pari a 200 milioni di euro a servizio del Progetto.
Riguardo alle modifiche che interessano i meccanismi di esercizio delle opzioni put o call, si segnala anzitutto una nuova disciplina dei c.d. trigger events in occasione dei quali Enel Produzione ed EPH possono esercitare le rispettive opzioni. In particolare, è stata eliminata la cosiddetta “Long Stop Date” (la data decorsa la quale era consentito sia a Enel Produzione sia a EPH di esercitare le rispettive opzioni put e call, anche in assenza del completamento delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce) ed è stato previsto che le opzioni put o call siano esercitabili in concomitanza dell’ultimo tra i seguenti eventi:

  • il decorso di sei mesi dalla data di completamento del trial run dell’unità 4 dell’impianto di Mochovce (ossia il momento nel quale tale impianto potrà immettere in rete e vendere l’energia elettrica prodotta);
  • la data del completamento del primo outage dell’unità 4 dell’impianto di Mochovce (ossia il fermo tecnico e obbligatorio annuale dell’impianto finalizzato a garantire un adeguato livello di sicurezza), previsto entro un massimo di 12 mesi dal trial run; e
  • la scadenza dei Finanziamenti, fissata al 2032.

Il nuovo accordo prevede inoltre la possibilità per EPH di esercitare una cosiddetta “early call option” una volta decorsi sei mesi dalla sottoscrizione del testo aggiornato del Contratto e fino al verificarsi del primo dei seguenti eventi:

  • il decorso di quattro anni dalla data di completamento del trial run dell’unità 4 dell’impianto di Mochovce; e
  • il mese di dicembre 2028.

Il corrispettivo complessivo prima indicato, pari a 750 milioni di euro, è soggetto a un meccanismo di conguaglio che verrà calcolato da esperti indipendenti secondo una formula già definita nel Contratto, cui il nuovo accordo apporta alcune varianti, concernenti l’esclusione di una parte degli investimenti previsti per la realizzazione dell’unità 4 dell’impianto di Mochovce e l’individuazione della percentuale di enterprise value della medesima unità 4 dell’impianto di Mochovce da considerare a seconda del momento dell’esercizio dell’opzione.
Inoltre, in caso di esercizio della cosiddetta “early call option” da parte di EPH sono stati introdotti un floor e un cap del corrispettivo – variabili a seconda del momento dell’esercizio dell’opzione e dell’applicazione in concreto della formula di determinazione del prezzo – da un minimo di 25 milioni di euro fino a un massimo di 750 milioni di euro.
Il nuovo accordo prevede infine che, al momento di esercizio delle opzioni sopra indicate, EPH subentri nei Finanziamenti. In caso di early call option, si prevede che EPH subentri nei Finanziamenti secondo uno schema articolato a partire dal 2026, con ultima tranche prevista al più tardi nel 2032.
L’accordo sopra descritto ha comportato un adeguamento del valore di carico della partecipazione e del credito finanziario rilevato nei confronti di EPH per complessivi 833 milioni di euro.

COVID-19

L’esercizio 2020 è stato sostanzialmente contraddistinto dal diffondersi della pandemia da COVID-19 con periodi a più elevata contagiosità e mortalità in cui si sono rese necessarie misure drastiche di isolamento sociale (lockdown) e chiusura totale o parziale di tutte le attività economiche, sociali e sportive, oltre all’introduzione di nuovi bias comportamentali e l’adozione sistematica e rigorosa di dispositivi di protezione individuale.
I Paesi più colpiti sono stati inizialmente la Cina, l’Italia e la Spagna, cui progressivamente si sono aggiunti il Regno Unito, gli altri Paesi dell’Europa Centrale, gli Stati Uniti e i Paesi del Sud America (in particolare Brasile e Cile).
I Governi dei diversi Paesi hanno adottato numerose misure di contenimento, essenzialmente volte alla restrizione dei liberi spostamenti delle persone, come per esempio lockdown selettivi o chiusure anticipate dei locali pubblici per limitare gli assembramenti. Sui servizi essenziali e di pubblica utilità numerosi sono stati gli interventi regolatori per i quali rimandiamo ai paragrafi successivi relativi ai quadri regolamentari adottati nei vari Paesi per le diverse Linee di Business.
A tale riguardo, il Gruppo, già dal primo trimestre, ha emanato linee guida volte ad assicurare il rispetto dei provvedimenti introdotti in ambito locale e intrapreso numerose azioni al fine di adottare le procedure più idonee a prevenire e/o mitigare gli effetti del contagio in ambito lavorativo.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda ai paragrafi relativi al COVID-19 inclusi nei “Risultati del Gruppo” della Relazione sulla gestione e alla nota 5 del Bilancio consolidato.