Il quadro regolamentare europeo

Recovery Plan

Per contribuire al rilancio dell’economia europea a seguito degli effetti della pandemia, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i leader europei hanno concordato un piano di ripresa che aiuterà l’UE a uscire dalla crisi e a costruire un’Europa post COVID-19 più verde, digitale e resiliente. Il valore complessivo del Recovery Plan è di oltre 1.824 miliardi di euro e prevede un rafforzamento del budget finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 per un importo pari a 1.074 miliardi di euro volto a indirizzare rapidamente gli investimenti dove più necessario (rafforzare il mercato unico, guidare la transizione verde e digitale e intensificare la cooperazione in settori quali la sanità e la gestione delle crisi) e un nuovo strumento – il Next Generation EU – del valore complessivo di 750 miliardi di euro, per aumentare temporaneamente (2021-2024) le risorse a disposizione del bilancio dell’UE e garantire una risposta immediata alla crisi riavviando l’economia europea attraverso una crescita sostenibile e resiliente.
Con particolare riferimento al Next Generation EU le risorse più significative sono concentrate sul Recovery and Resilience Facility, il programma che prevede lo stanziamento di 672,5 miliardi di euro (312,5 miliardi di euro in forma di grant e 360 miliardi di euro in forma di prestiti) volti a supportare gli investimenti e le riforme essenziali per una ripresa duratura (con focus sugli investimenti connessi alle transizioni verdi e digitali).
In tale ambito, gli Stati membri sono chiamati a predisporre Piani Nazionali per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), che devono perseguire l’obiettivo generale della coesione e resilienza economica/sociale, mitigare l’impatto della crisi e sostenere la transizione verde e digitale, in linea con le sette flagship(1) indicate nelle guideline pubblicate dalla Commissione Europea nel mese di settembre 2020. La sottomissione dei PNRR dovrebbe avvenire entro il 30 aprile 2021 ma molti Stati membri hanno già avviato un confronto con la Commissione proponendo bozze di piano (era possibile farlo dal 15 ottobre 2020).

“The European Green Deal”

Con riferimento alla comunicazione “The European Green Deal”, presentata a fine 2019, la Commissione Europea durante il primo semestre 2020 ha pubblicato una serie di iniziative legislative e non, volte a implementare i princípi presentati nella comunicazione che illustriamo di seguito.

Legge europea sul clima (Climate Law)
La proposta di Regolamento Europeo, presentata dalla Commissione il 4 marzo 2020 e attualmente in discussione nel Trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo, rende vincolante per tutti i Paesi l’obiettivo fissato dal Green Deal europeo di rendere l’economia e la società europee a impatto climatico zero (carbon neutral) entro il 2050. Ciò significa che i Paesi membri dell’Unione Europea dovranno raggiungere collettivamente l’azzeramento delle emissioni nette (bilanciamento tra emissioni e assorbimenti) di gas a effetto serra, principalmente attraverso la riduzione delle emissioni, l’investimento in tecnologie verdi e la protezione dell’ambiente naturale. Si tratta di un atto giuridico che – una volta approvato – inserirebbe per la prima volta nella legislazione comunitaria l’obiettivo della climate neutrality al 2050.
La proposta della Commissione Europea include anche l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas effetto serra del 55% al 2030, supportato dalla Comunicazione (e Impact Assessment) della Commissione di settembre 2020, obiettivo che è stato approvato anche dal Consiglio Europeo nel dicembre 2020. Attualmente in seno al Parlamento Europeo è stato proposto il target più ambizioso di riduzione del 60%.
Per perseguire tale fine, la proposta di Regolamento UE prevede anche che tutte le politiche europee dovranno essere riviste per contribuire al raggiungimento della neutralità climatica e del più ambizioso obiettivo intermedio al 2030, in modo che tutti i settori dell’economia europea facciano la loro parte. Entro il 2021 l’esecutivo europeo proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici necessari per conseguire le riduzioni aggiuntive previste per il 2030.

Strategia Industriale
Il 10 marzo 2020 è stata presentata la nuova Strategia Industriale con l’obiettivo di mantenere la competitività mondiale dell’industria europea, rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050 e plasmare il futuro digitale dell’Europa. La strategia propone una serie di iniziative (legislative e non) a supporto di tutti gli attori dell’industria europea, dalle grandi alle piccole imprese, ai centri di ricerca e alle startup. Le azioni includono misure complessive per modernizzare e decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica, per sostenere le industrie della mobilità sostenibile e intelligente, per promuovere l’efficienza energetica e per garantire un approvvigionamento sufficiente e costante di energia a basse emissioni di carbonio e a prezzi competitivi. La Strategia Industriale prevede inoltre il lancio di una serie di nuove alleanze come quella europea per l’idrogeno pulito, per accelerare la decarbonizzazione dell’industria e mantenere la leadership industriale, seguita da un’alleanza per industrie a basse emissioni di carbonio, un’alleanza su cloud e piattaforme industriali e una sulle materie prime. Oltre a una serie completa di azioni, sia orizzontali sia a favore di specifiche tecnologie, la Commissione analizzerà sistematicamente i rischi e le esigenze dei diversi ecosistemi industriali. Nell’effettuare questa analisi, la Commissione lavorerà in stretta collaborazione con un forum industriale aperto e inclusivo, che sarà istituito entro settembre 2020.

Comunicazione “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”
Il 19 febbraio 2020 la Commissione ha presentato le strategie per i dati e l’intelligenza artificiale (IA). Tali comunicazioni introducono una serie di iniziative legislative e non, con l’obiettivo di sviluppare una tecnologia al servizio dei cittadini e di creare un’economia digitale equa e competitiva. Gli ambiti coinvolti da queste iniziative sono molteplici: creazione di competenze digitali, regolazione della concorrenza e delle piattaforme (mediante la proposta di un Digital Services Act) e neutralità climatica al 2050.
Più nel dettaglio, l’obiettivo della strategia per i dati è quello di garantire che l’UE assuma il ruolo di modello e di guida per le società rese più autonome grazie ai dati. La strategia punta essenzialmente a creare un vero spazio europeo dei dati e un mercato unico degli stessi, al fine di sbloccare quelli a oggi inutilizzati per consentirne la libera circolazione all’interno dell’Unione Europea in tutti i settori, a vantaggio così delle imprese, dei ricercatori e delle pubbliche amministrazioni. La Commissione propone di istituire un quadro normativo per la governance dei dati, l’accesso ai dati e il riutilizzo degli stessi tra imprese, tra imprese e pubblica amministrazione e all’interno delle amministrazioni. La Commissione intende altresì sostenere lo sviluppo dei sistemi tecnologici e della prossima generazione di infrastrutture, che permetteranno all’UE e a tutti gli operatori di avvalersi delle opportunità offerte dall’economia dei dati.
Nel libro bianco sull’intelligenza artificiale, la Commissione ha inoltre auspicato un quadro affidabile, basato sull’eccellenza e sulla fiducia. In partenariato con il settore pubblico e privato, l’obiettivo è quello di mobilitare risorse lungo l’intera catena del valore e creare i giusti incentivi per accelerare la diffusione dell’IA. Il documento richiede norme chiare per regolamentare i sistemi di IA ad alto rischio senza imporre eccessivi oneri a quelli meno rischiosi. Il libro bianco sottolinea inoltre il fatto che si debba continuare ad applicare le norme rigorose dell’UE per proteggere i consumatori, far fronte alle pratiche commerciali sleali e proteggere i dati personali e la privacy.

Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile
Il 9 dicembre 2020 è stata presentata dalla Commissione Europea la “Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile” insieme a un piano d’azione comprendente 82 iniziative. Questa strategia getta le basi di come il sistema dei trasporti dell’UE dovrà realizzare la sua trasformazione verde e digitale e diventare più resiliente alle crisi future. Come indicato nel Green Deal europeo, l’obiettivo è ottenere una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050, grazie a un sistema di trasporti intelligente, competitivo, sicuro, accessibile e a prezzi abbordabili. Tutti i modi di trasporto dovranno diventare più sostenibili, con alternative verdi ampiamente disponibili, e per questo la strategia fissa alcune tappe concrete.
Entro il 2030 sarà necessario che almeno 30 milioni di automobili a zero emissioni circolino sulle strade europee, 100 città europee dovranno essere a impatto climatico zero e navi a zero emissioni dovranno essere pronte per il mercato. Entro il 2035 anche aeromobili di grandi dimensioni a zero emissioni dovranno essere pronti per il mercato. Infine, entro il 2050, quasi tutte le automobili, i furgoni, gli autobus e i veicoli pesanti nuovi dovranno essere a zero emissioni, il traffico merci su rotaia raddoppierà e la rete transeuropea di trasporto multimodale sarà pienamente operativa permettendo soluzioni di trasporto sostenibili e intelligenti con connettività ad alta velocità.

Strategia idrogeno
L’8 luglio 2020 è stata presentata la strategia dell’UE per l’idrogeno. La strategia si prefigge di favorire un sistema energetico integrato in cui l’idrogeno ha un ruolo nella decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, dell’edilizia e nella produzione di energia elettrica in tutta Europa. La priorità della strategia, attraverso investimenti, la creazione di un quadro regolatorio adatto, la creazione di un mercato e misure a supporto della ricerca e innovazione, è di sviluppare l’idrogeno rinnovabile, prodotto usando principalmente energia eolica e solare. Nel breve termine la strategia prevede anche il ricorso ad altre forme di idrogeno a basse emissioni di carbonio per ridurre rapidamente le emissioni e sostenere la creazione di un mercato. La strategia si prefigge di sostenere l’installazione di almeno 6 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile nell’UE e la produzione di fino a 1 milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile tra 2020 e 2024, 40 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile e la produzione fino a 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile nell’UE tra 2025 e 2030 e infine l’applicazione su larga scala di soluzioni basate sull’idrogeno in tutti i settori difficili da decarbonizzare a partire dal 2030.

Strategia dell’UE per l’integrazione del sistema energetico
In concomitanza con la strategia idrogeno, l’8 luglio 2020 è stata presentata la strategia dell’UE per l’integrazione del sistema energetico. Lo scopo della strategia è trasformare il sistema energetico odierno, in cui ogni settore (trasporti, industria, gas, edilizia) costituisce un compartimento stagno, creando nuovi collegamenti intersettoriali, sfruttando i progressi tecnologici in modo da raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 al minor costo possibile. La strategia elenca 38 azioni per realizzare questo sistema energetico più integrato e si basa su tre assi portanti: un sistema energetico più circolare, imperniato sull’efficienza energetica, una maggiore elettrificazione diretta dei settori d’uso finale e la promozione dei combustibili puliti, compresi l’idrogeno rinnovabile, i biocarburanti e i biogas sostenibili nei settori difficili da elettrificare.

Just Transition Fund
Il Just Transition Fund (JTF) è uno strumento di funding, incluso all’interno del Just Transition mechanism (JTM), volto a supportare i Paesi membri nella riduzione degli impatti economici e sociali della transizione verso un’economia climaticamente neutra. Le risorse complessive (2021-2027) a livello comunitario assegnate al JTF sono pari a 17,5 miliardi di euro, di cui 7,5 miliardi di euro provenienti dal bilancio pluriennale UE 2021-2027 e 10 miliardi di euro da Next Generation EU.
Le risorse sono allocate tra gli Stati membri dalla Commissione e all’Italia spetterebbero circa 900 milioni di euro, poco meno di 800 milioni di euro alla Spagna e alla Grecia e circa 2 miliardi di euro alla Romania (a prezzi 2018). Il JTF accompagnerà lavoratori, imprese e autorità regionali nella transizione verde e finanzierà un discreto numero di attività, tra cui la bonifica e la decontaminazione di siti dismessi, investimenti in rinnovabili ed efficienza energetica, upskilling e reskilling e mobilità sostenibile. Gli Stati membri sono chiamati a presentare Piani Nazionali per la Transizione che coprano uno o più territori che nel perimetro nazionale sono più fortemente impattati dalla transizione verso un’economia verde.

Sustainable Finance
A marzo del 2020 il Taxonomy Expert Group ha presentato il suo report finale sulla tassonomia europea e una guida relativa alle raccomandazioni per una normativa europea sui Green Bond.
Con riferimento alla tassonomia, a giugno il Parlamento Europeo ha votato e adottato il regolamento UE al riguardo; l’approvazione del Parlamento Europeo ha fatto seguito all’adozione del testo da parte del Consiglio il 10 giugno 2020. La Commissione è ora chiamata ad adottare atti delegati sulla tassonomia europea che stabiliscano i criteri tecnici di screening per determinare se una specifica attività economica contribuisca sostanzialmente a uno o più degli obiettivi ambientali dell’UE. L’adozione degli atti delegati, inizialmente prevista per fine 2020 è slittata ai primi mesi del 2021. Per quel che riguarda i Green Bond, dopo l’emissione delle Linee guida, nel periodo giugno-ottobre è stata avviata una consultazione pubblica per sostenere la Commissione nella valutazione di alcuni aspetti chiave relativi ai Green Bond Standard. Nelle conclusioni della riunione del Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre, i leader degli Stati membri hanno chiesto all’UE di promuovere lo sviluppo di norme comuni e globali per la green finance. In tale contesto, il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare la proposta legislativa sullo standard dell’UE in materia di Green Bond entro il giugno 2021 al più tardi.

Decisioni aiuti di Stato

In data 19 marzo 2020, e successivamente integrato in data 3 aprile, 8 maggio e 29 giugno 2020, la Commissione Europea ha adottato un quadro temporaneo per far fronte agli effetti della pandemia COVID-19 al fine di supportare gli Stati membri in materia di utilizzo degli aiuti di Stato a fornire la liquidità necessaria al sistema economico, incluse le PMI, ad agevolare l’applicazione a tutti i settori e alle tipologie di impresa colpiti dalla crisi (eccezion fatta per il settore finanziario e per società già in difficoltà alla fine del 2019) e a contribuire a far fronte alla stabilità dell’economia europea, proteggendo al contempo il mercato unico.
Lo scorso 28 maggio 2020 la Commissione Europea ha approvato il regime di sostegno per la produzione di elettricità nelle Isole Canarie, nelle Isole Baleari, a Ceuta e Melilla nell’ambito della disciplina degli aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale (SIEG).
La Commissione ha approvato il regime fino alla fine del 2029 per le Isole Canarie, Ceuta e Melilla mentre per le Isole Baleari fino alla fine del 2025. Al fine di garantire una sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine, la Spagna si è impegnata a costruire un secondo collegamento sottomarino tra la terraferma e Maiorca entro il 2025. Ai produttori di elettricità cui sono stati affidati obblighi di servizio pubblico il meccanismo compenserà il costo aggiuntivo della fornitura di tali servizi e garantirà l’istituzione di procedure competitive per lo sviluppo di nuovi impianti di produzione elettrica e/o soluzioni decarbonizzate.
In data 22 settembre la vicepresidente della Commissione Europea, nonché Commissaria per la concorrenza, Margaret Vestager, ha annunciato una “Call for Contributions” sul ruolo della politica della concorrenza a supporto degli obiettivi dello European Green Deal. Il documento, predisposto e inviato alla Commissione Europea in data 20 novembre 2020, riguarda il controllo della disciplina aiuti di Stato, antitrust e fusioni e la possibile introduzione di un “green bonus” per misure di supporto a favore della decarbonizzazione.
In data 12 novembre 2020 la Commissione Europea ha pubblicato l’Impact Assessment sulla revisione degli orientamenti sugli aiuti di Stato per la tutela ambientale e per l’energia (Energy and Environmental State aid guidelines - EEAG).
In data 23 novembre la Commissione ha pubblicato un’ulteriore roadmap per la revisione della comunicazione su Importanti progetti di comune interesse europeo (Important Projects of Common European Interest - IPCEI) al fine di sviluppare la filiera industriale dell’idrogeno e della gigafactory europea.
In data 21 dicembre la Commissione Europea ha pubblicato 11 modelli tecnici (template) relativi alla disciplina aiuti di Stato delle sette flagship del Recovery and Resilience Facility.

 (1) Power Up; (ii) Renovate; (iii) Rechange and Refuel; (iv) Connect; (v) Modernize; (vi) Scale-up; (vii) Reskill and Upskill.