Tassonomia dell’Unione Europea

La Commissione Europea ha definito uno specifico sistema di classificazione volto a identificare le attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale quale importante fattore abilitante per supportare gli investimenti sostenibili e per implementare il Green Deal europeo.

Fornendo appropriate informazioni circa le attività economiche che possono essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale, si vuole rafforzare il tema della sicurezza e della trasparenza per gli investitori, proteggere gli investitori privati dal fenomeno del “greenwashing”, supportare le aziende nel pianificare la transizione, mitigare la frammentazione del mercato e, infine, colmare il gap di investimenti sostenibili.
La tassonomia europea definisce sei obiettivi ambientali per identificare le attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso un’economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Pertanto, un’attività economica è definita sostenibile dal punto di vista ambientale se:

  • contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più dei sei obiettivi ambientali;
  • non arreca un danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali (Do Not Significant Harm - DNSH);
  • è svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia.

Nel luglio 2018 la Commissione Europea ha istituito un gruppo di esperti tecnici (TEG) sulla finanza sostenibile con lo scopo di sviluppare raccomandazioni per definire i criteri di screening tecnico per le attività economiche che possono contribuire in maniera sostanziale alla mitigazione o all’adattamento ai cambiamenti climatici senza creare danni significativi agli altri quattro obiettivi ambientali.
Sulla base del contributo del TEG e di un’ampia gamma di stakeholder e istituzioni, il regolamento sulla tassonomia è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 22 giugno 2020 ed è entrato in vigore il 12 luglio dello stesso anno.

A partire da gennaio 2022 le società soggette all’obbligo di pubblicazione della Dichiarazione non Finanziaria (DnF) devono rendere pubblica la quota dei loro ricavi, delle spese per investimenti (Capex) e delle spese operative ordinarie (Opex) che si qualificano come sostenibili dal punto di vista ambientale.

Sulla base di questo approccio, Enel ha classificato tutte le sue attività economiche della catena del valore nelle seguenti tre categorie.

Eleggibile: attività economica che soddisfa contemporaneamente le seguenti due condizioni:

  • è stata esplicitamente inclusa nel regolamento della tassonomia europea perché contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione o all’adattamento al cambiamento climatico;
  • soddisfa i criteri previsti dal regolamento della tassonomia europea per i due obiettivi ambientali.

Non eleggibile: attività economica che soddisfa contemporaneamente le seguenti due condizioni:

  • è stata esplicitamente inclusa nel regolamento della tassonomia europea perché contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione o all’adattamento al cambiamento climatico;
  • non soddisfa i criteri previsti dal regolamento della tassonomia europea per i due obiettivi ambientali.

Non coperta: attività economica che:

  • non è stata inclusa nel regolamento della tassonomia europea perché non fornisce un contributo sostanziale alla mitigazione o all’adattamento al cambiamento climatico, e pertanto non sono stati elaborati specifici criteri tecnici. La Commissione Europea ritiene che questa tipologia di attività potrebbe non avere un impatto significativo sulla mitigazione/adattamento al cambiamento climatico ovvero potrebbe essere integrata nel regolamento della tassonomia europea in una fase successiva.

L’esistenza di questa terza categoria rende impossibile raggiungere un modello di business completamente allineato ai criteri della tassonomia europea, dal momento che attualmente alcune attività lungo la catena del valore delle utility elettriche non sono state considerate come contributori sostanziali alla mitigazione del cambiamento climatico.

Dichiarazione sull’allineamento del business di Enel alla tassonomia europea

Sebbene il regolamento della tassonomia europea stabilisca l’obbligo per le aziende di dichiarare l’allineamento alla tassonomia a partire da gennaio 2022, vista la rilevanza per la comunità finanziaria e per i policymaker, Enel ha deciso di darne evidenza già nella Relazione Finanziaria Annuale Consolidata 2020 e nel Bilancio di Sostenibilità 2020, cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.
Nella sezione “Le Performance del Gruppo”, nell’ambito della sintesi dei risultati e dei risultati per Linee di Business, sono riportati i principali risultati della dichiarazione sull’allineamento alla tassonomia europea delle attività del Gruppo Enel per gli esercizi 2020 e 2019.
Nell’analisi di tali risultati è utile, tenere in considerazione i seguenti elementi perché rilevanti per l’elaborazione della dichiarazione:

  • la dichiarazione è stata elaborata seguendo esclusivamente i criteri stabiliti nella versione in bozza dell’atto delegato della tassonomia europea relativa all’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici perché al momento dell’elaborazione dei Bilanci 2020 non era ancora stata pubblicata la versione finale. La pubblicazione definitiva potrebbe introdurre importanti cambiamenti che potranno influenzare notevolmente il risultato presentato in questa dichiarazione;
  • in particolare, un cambiamento che potrebbe incidere notevolmente sul risultato finale riguarda il modo in cui il segmento di business retail sarà finalmente rappresentato nella tassonomia europea. Enel, insieme ad altre utility, ha richiesto alla Commissione Europea di includere questa attività di business perché contribuisce, similmente alla distribuzione di energia elettrica, in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici come facilitatore (“enabler”) della decarbonizzazione di altri settori attraverso la promozione dell’elettrificazione dei consumi energetici;
  • Enel ha condotto un’analisi puntuale di mappatura dell’intero parco idroelettrico sulla base della metrica della “power density” richiesta nella bozza degli atti delegati. Per gli impianti con una “power density” inferiore a 5 W/m2 è stata effettuata un’ulteriore analisi per verificare che le emissioni (calcolate considerando tutto il ciclo di vita) fossero sotto il limite emissivo specifico pari a 100 gCO2eq/kWh. Il risultato conseguito ha portato a considerare il 99% della capacità idroelettrica installata eleggibile secondo esclusivamente i criteri della tassonomia europea relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici, mentre solamente l’1% – per il quale non è stato possibile effettuare una verifica puntuale a causa della mancanza di dati robusti – è stato escluso in via prudenziale;
  • l’attività di business relativa alla produzione di energia elettrica da fonte geotermica è stata considerata, per mantenere un approccio prudenziale, quasi per la totalità non eleggibile in attesa della idonea certificazione di un terzo indipendente che attesti per gli impianti geotermici il rispetto della soglia prevista di 100 gCO2eq/kWh dell’intero parco geotermico del Gruppo;
  • le attività relative al business di infrastrutture e reti in Cile, Colombia, Perù e Argentina sono state considerate non eleggibili seguendo un approccio prudenziale. Tuttavia, nel corso del 2021 verrà effettuata un’analisi approfondita sul sistema di distribuzione e trasmissione che potrebbe portare a una modifica dello stato di eleggibilità;
  • il portafoglio di Enel X è stato analizzato a livello di Linea di Business e di cluster di prodotti, in quanto non è stato possibile associare tutte le metriche finanziarie richieste dalla tassonomia europea a ciascun singolo prodotto. Tuttavia, in via cautelativa sono state selezionate come eleggibili solo le Linee di Business e i cluster di prodotti che soddisfano pienamente i criteri ed esclusi gli altri (per es., “e-home” ed “energia distribuita”);
  • la dichiarazione è stata elaborata senza effettuare una revisione esaustiva dei criteri DNSH, che sarà fatta una volta che gli atti delegati saranno approvati nel secondo trimestre del 2021. Ciononostante, Enel è confidente di poter dimostrare un livello di performance elevato in quanto ha implementato, negli anni, sistemi di gestione ambientale completi ed esaustivi che vanno oltre i requisiti di legge e sono applicati in tutta la catena del valore. Ulteriori informazioni sulle performance ambientali di Enel sono disponibili nel capitolo “Sostenibilità ambientale” del Bilancio di Sostenibilità 2020;
  • la Commissione Europea non ha ancora elaborato gli atti delegati per gli altri quattro obiettivi ambientali. Questi ultimi potrebbero rafforzare l’aderenza del modello di business di Enel alla tassonomia europea, considerando che l’attuale dichiarazione copre esclusivamente l’obiettivo “climate change mitigation”;
  • le grandezze oggetto di analisi si riferiscono a quelle di “settore” e comprendono le sole partite verso terzi. Pertanto, non includono scambi intersettoriali realizzati da ciascun settore nei confronti degli altri;
  • pur non essendo esplicitamente richiesto, Enel ha anche effettuato una valutazione in relazione al margine operativo lordo ordinario, in quanto ritiene che tale metrica permette di rappresentare l’effettiva performance finanziaria delle utility integrate come Enel. Una metrica che considera solamente i ricavi è fortemente influenzata da attività di business con un elevato volume di ricavi (come il mercato all’ingrosso) che non contribuiscono, in proporzione, alla crescita del Margine Operativo Lordo come le altre attività di business.

Infine, la dichiarazione mostra anche una vista che esclude le attività non coperte per sottolineare l’allineamento del Gruppo alle solo attività economiche per le quali la tassonomia europea ha sviluppato dei criteri e quindi quelle maggiormente significative da un punto di vista degli obiettivi di mitigazione ai cambiamenti climatici.