Valori e pilastri dell’etica aziendale

Policy e diritti umani

Alla base delle proprie attività il Gruppo Enel dispone di un solido sistema etico, dinamico e costantemente orientato a recepire le migliori pratiche a livello nazionale e internazionale, che tutte le persone che lavorano in Enel e per Enel devono rispettare e applicare nella loro attività quotidiana. Un sistema che si fonda su specifici Compliance Program, tra cui: Codice Etico, il Modello di organizzazione e gestione ex decreto legislativo n. 231/2001, l’Enel Global Compliance Program, il Piano “Tolleranza Zero contro la Corruzione”, la Policy Diritti Umani e gli altri modelli di compliance nazionali eventualmente adottati dalle società del Gruppo in conformità alla normativa locale.

Codice Etico

Fin dal 2002 Enel ha adottato il Codice Etico, che esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli affari, regolando e uniformando i comportamenti aziendali su standard improntati alla massima trasparenza e correttezza verso tutti gli stakeholder. Il Codice Etico ha validità sia in Italia sia all’estero, pur in considerazione della diversità culturale, sociale ed economica dei vari Paesi in cui il Gruppo opera. Enel richiede, inoltre, a tutte le imprese collegate o partecipate e ai principali fornitori e partner di adottare una condotta in linea con i princípi generali del Codice. Ogni violazione o sospetto di violazione degli Enel Compliance Program può essere segnalato, anche in forma anonima, tramite un’unica piattaforma a livello di Gruppo (“Ethics Point”). Nel corso del 2020 è stato effettuato un aggiornamento del Codice al fine di recepire i principali riferimenti internazionali in materia di diritti umani e di allineare all’attuale struttura organizzativa i compiti delle unità preposte al relativo aggiornamento. In particolare, il Codice esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli affari, regolando e uniformando i comportamenti aziendali su standard improntati alla massima trasparenza e correttezza verso tutti gli stakeholder. Si segnala che, nel mese di febbraio 2021, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un ulteriore aggiornamento del Codice Etico al fine di allinearne il contenuto all’attuale contesto di riferimento, inclusa l’attuale mission aziendale e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, alla corrente struttura organizzativa e al sistema procedurale vigente, nonché alle best practice nazionali e internazionali in materia di diversity e privacy.
Relativamente al Codice Etico, la tabella di seguito evidenzia le ore medie di formazione pro capite, il totale delle segnalazioni ricevute e le violazioni accertate.

    2020 2019 2020-2019
Ore medie di formazione pro capite n. 38,6 42,3 (3,7)
Totale segnalazioni ricevute per violazioni del Codice Etico n. 151 166 (15)
Violazioni accertate del Codice Etico (1) n. 26 38 (12)
- di cui violazioni per conflitto di interesse/corruzione n. 2 10 (8)

(1) Nel corso del 2020 si è conclusa l’analisi delle segnalazioni ricevute nel 2019 e per tale ragione il numero delle violazioni accertate relative all’anno 2019 è stato riclassificato da 36 a 38. Le due violazioni aggiuntive sono da ascrivere a casi minori di interesse privato, localizzati in Brasile.

Modello di organizzazione e gestione ex decreto legislativo n. 231/2001

Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilità amministrativa (ma di fatto penale) a carico delle società, per alcune tipologie di reati commessi dai relativi Amministratori, dirigenti o dipendenti nell’interesse o a vantaggio delle società stesse. Enel, per prima in Italia, si è dotata di un Modello di organizzazione e gestione rispondente ai requisiti del decreto legislativo n. 231/2001 (Modello 231) già nel 2002, da allora costantemente aggiornato in linea con il quadro normativo di riferimento e il contesto organizzativo vigente.

Enel Global Compliance Program (EGCP)

A settembre 2016 Enel ha approvato il Global Compliance Program, rivolto alle società estere del Gruppo, che si qualifica come uno strumento di governance volto a rafforzare l’impegno etico e professionale del Gruppo nel prevenire la commissione all’estero di illeciti da cui possa derivare responsabilità penale d’impresa e i connessi rischi reputazionali. L’identificazione delle tipologie di reato rilevanti nell’Enel Global Compliance Program – cui si associa la previsione di standard comportamentali e di aree da monitorare in funzione preventiva – si basa su condotte illecite generalmente considerate tali nella maggior parte dei Paesi, quali per esempio i reati di corruzione, delitti contro la pubblica amministrazione, falso in bilancio, riciclaggio, reati commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, reati ambientali ecc.

Piano “Tolleranza Zero contro la Corruzione” e sistema di gestione anticorruzione

In osservanza del decimo principio del Global Compact, in base al quale “le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l’estorsione e le tangenti”, Enel intende perseguire il proprio impegno nella lotta alla corruzione. Per questo è stato adottato nel 2006 il Piano “Tolleranza Zero contro la Corruzione” (il c.d. “Piano TZC”), confermando l’impegno del Gruppo, già descritto nel Codice Etico e nel Modello 231, ad assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività aziendali, a tutela della propria posizione e immagine, del lavoro dei propri dipendenti, delle aspettative dei propri azionisti e di tutti gli altri stakeholder. A valle dell’ottenimento della certificazione anticorruzione ex ISO 37001 nel 2017 da parte di Enel SpA, il piano di certificazione 37001 è stato progressivamente esteso alle principali società controllate del Gruppo, italiane ed estere.

    2020 2019 2020-2019
Formazione sulle politiche e procedure anticorruzione n. 26.660 19.798 6.862 34,7%
  % 40,0 29,0 11,0 37,9%
Formazione sulle politiche e procedure anticorruzione per area geografica          
Italia % 47,7 35,3 12,4 35,1%
Iberia % 20,2 33,9 -13,7 -40,4%
America Latina % 26,8 18,1 8,7 48,1%
Europa % 80,7 24,4 56,3 -
Africa, Asia e Oceania % 28,4 6,8 21,6 -
Nord America % 56,7 43,5 13,2 30,3%

Policy Diritti Umani

Ai fini di dare applicazione alle linee guida delle Nazioni Unite su Business e Diritti Umani, nel 2013 il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA ha approvato la Policy sui Diritti Umani, che successivamente è stata approvata da tutte le società controllate del Gruppo. La policy esprime gli impegni e le responsabilità nei confronti dei diritti umani, assunti dai collaboratori di Enel SpA e delle società da essa controllate, siano essi Amministratori o dipendenti in ogni accezione di tali imprese. Con questo impegno formale Enel si fa esplicitamente promotrice del rispetto di tali diritti da parte di appaltatori, fornitori e partner commerciali nell’ambito dei suoi rapporti d’affari.
Enel svolge uno specifico processo di due diligence dei diritti umani sull’intera catena del valore nei diversi Paesi in cui opera. In particolare, il processo è stato definito in linea con i principali riferimenti internazionali quali i princípi guida su impresa e diritti umani delle Nazioni Unite, le linee guida dell’OCSE e le migliori pratiche internazionali. Durante il processo di due diligence sono state individuate opportunità di miglioramento che sono state inserite in piani di azione specifici per ciascun Paese di presenza, e, accanto a questi, un piano di miglioramento da gestire centralmente al fine di armonizzare e integrare processi e politiche definite a livello globale e applicate a livello locale. In totale sono state pianificate circa 170 azioni che coprono il 100% delle operazioni e dei siti.

In materia di sostenibilità della catena di fornitura, Enel valuta i fornitori in materia di diritti umani, indipendentemente dal livello di rischio, attraverso un questionario dedicato in cui si analizzano le caratteristiche dei potenziali fornitori in merito a inclusione e diversity, tutela della privacy dei lavoratori, verifica della propria catena di fornitura, lavoro forzato o minorile, libertà di associazione e contrattazione collettiva e applicazione di condizioni di lavoro eque (tra cui salari adeguati e ore lavorate). Nel corso del 2020 il questionario è stato integrato con ulteriori domande di verifica al fine di avere una più accurata valutazione del potenziale fornitore. Il Gruppo richiede, tra le altre cose, ai suoi appaltatori/prestatori e subappaltatori, il rispetto e la protezione dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale, nonché il rispetto degli obblighi etico-sociali in tema di: tutela del lavoro minorile e delle donne, parità di trattamento, divieto di discriminazione, libertà sindacale, di associazione e di rappresentanza, lavoro forzato, salute, sicurezza e tutela ambientale, condizioni igienico-sanitarie e altresì condizioni normative, retributive, contributive, assicurative e fiscali. Inoltre, si richiede espressamente ai fornitori di impegnarsi ad adottare e attuare i princípi del Global Compact e di garantire che questi siano soddisfatti nello svolgimento di tutte le loro attività, eseguite sia dai propri dipendenti sia dai subappaltatori. Oltre a ciò, i fornitori devono impegnarsi a rispettare i princípi contenuti nel Codice Etico di Enel, o comunque a ispirarsi a princípi equivalenti a quelli di Enel nella gestione della propria attività. Infine, viene specificato che trovano applicazione le convenzioni International Labour Organization o la normativa vigente nel Paese in cui le attività devono eseguirsi, se più restrittive.
I contratti regolano nella loro interezza le condizioni di lavoro ed espongono in maniera chiara tutti i termini inclusi nei contratti che forniscono dettagli sui diritti dei lavoratori (orario di lavoro, retribuzione, lavoro straordinario, indennità, benefíci). I termini sono tradotti nella lingua madre dei lavoratori e sono supportati con informazioni contenute in documenti condivisi con i dipendenti. I sistemi e le procedure di gestione delle risorse umane garantiscono l’assenza di minori nella forza lavoro. Vengono anche effettuati progetti di tirocinio e di alternanza scuola-lavoro.